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Innovation

British Design al Victoria & Albert Museum

Se decidete di passare qualche giorno a Londra nei prossimi mesi, non perdete la mostra British Design 1948 – 2012, al Victoria & Albert Museum, fino al prossimo 12 agosto. Il 1948 segna la data in cui Londra ospitò i primi Giochi Olimpici del dopoguerra, i cosiddetti “Austerity Games” che si svolsero in una città scossa e semidistrutta dai bombardamenti, ma segnarono l’inizio di una nuova ricostruzione, della quale il design inglese si fece interprete e precursore, influenzando il gusto di intere generazioni.

La mostra, che ripercorre un arco temporale di 60 anni, dimostra come il british design, in una continua tensione tra tradizione e modernità, abbia introdotto innovazioni radicali, che hanno plasmato il modo in cui viviamo, ben aldilà dello stile degli anni ’60, associato alla Swinging London e ai simboli più noti di quell’effervescente periodo.

Tra i numerosi oggetti, disegni, progetti, elementi di arredo e prodotti, vi segnalo il modulo dedicato a The Face, uno dei magazine più innovativi degli ultimi anni, che dal 1980 al 2004, grazie al rivoluzionario approccio tipografico dell’Art Director Neville Brody, ha rappresentato il manuale di stile per diverse generazioni di designer.

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About Sergio Annaratone

Mi occupo di marketing e comunicazione, offline e online e sono appassionato di tecnologia e di tutte le possibilità che permette di esplorare. Ho studiato a Genova, Milano e Londra e ho lavorato per numerose industry (crociere, turismo, assicurazioni, trasporti, logistica, certificazioni, superyacht, marine, start up business, cosmetica, distribuzione, territori, manifestazioni) sia da manager interno che da consulente di direzione, partecipando ad alcuni importanti processi di change management. Le mie competenze includono business e marketing planning, soprattutto per startup, strategia di marketing e comunicazione integrata, advertising, customer insight, comunicazione interna, formazione, pr e ufficio stampa. In una fase difficile per i mercati, penso che il marketing possa, anche attraverso i social media, ritrovare la sua natura etica e tornare a creare relazioni soddisfacenti e reciprocamente vantaggiose tra imprese e clienti

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